La prima visita del nuovo apostolo di distretto Thomas Deubel a Milano porta un grandissimo entusiasmo.

15.06.2025

Tanti i preparativi, tanta la gioia nell’attesa dell’annunciata prima visita dell’apostolo di distretto Thomas Deubel nella comunità di Milano. Per questa occasione, tutto il Distretto Italia Nord-Ovest è stato invitato al servizio divino, con la presenza dell’apostolo Rolf Camenzind, del vescovo Ivan De Lazzari e di tutti i conducenti distrettuali di Italia e Ticino. Domenica 15 giugno 2025 l’apostolo di distretto ha aperto il servizio divino leggendo una parola tratta dal Vangelo di Matteo, capitolo 13, versetto 33: “Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prese e nascose in tre misure di farina, finché fu tutta lievitata»".

In apertura, l’apostolo di distretto ha ricordato la storia della peccatrice che, piena di pentimento, bagnò con le sue lacrime i piedi di Gesù, asciugandoli con i suoi capelli. Il fariseo che aveva invitato Gesù a cena, intanto, pensava: “Se solo sapesse che donna è questa…”. Tuttavia, Gesù colse i suoi pensieri e raccontò la parabola di quel creditore che, avendo due debitori, il primo con un debito di 500 denari e il secondo di 50, annullò per compassione il debito ad entrambi. Ebbene, Gesù chiese ai presenti: “Chi sarà più grato una volta perdonato?”  La risposta fu semplice: quello col debito maggiore, in quanto chi ha ricevuto più amore, amerà di più.
Con questo esempio Gesù fece comprendere che quella donna amava molto e molto le fu perdonato; allo stesso modo anche noi, che veniamo tanto perdonati, siamo chiamati ad amare profondamente. In riferimento alla parola biblica, l’apostolo di distretto ha evidenziato che un po’ di lievito mescolato nella farina, ha il potere di trasformare una grande quantità di impasto. Così, spiritualmente intesa, anche una piccola parola può lavorare silenziosamente nei nostri cuori, fino a trasformare tutta la nostra vita. Con questa immagine, l’apostolo di distretto ha aggiunto che il Signore ci invita a entrare nella sua casa, ma allo stesso tempo ci chiede di aprirgli la porta del nostro cuore e creare le condizioni perché il Suo Spirito produca un grande effetto nella nostra esistenza spirituale: per esempio, l’officiante ha sottolineato come, mentre i bambini cantavano l’inno iniziale, seguivano con attenzione il ritmo e le parole dei canti: i loro cuori, dunque, erano
aperti e lo Spirito operava, suscitando grandissime emozioni negli ascoltatori.

Infine, anche in preparazione alla celebrazione della Santa Cena, l’officiante ha rimarcato che, come il lievito, per vivere la presenza del Regno e della grazia di Dio, c’è bisogno di umiltà e di condizioni ideali, quali la pazienza e il perdono. A chi ama molto, sarà perdonato molto! L’officiante ha ricordato che il Signore si prende cura di ciascuno di noi e ci chiama all’amicizia con Lui. Per ricevere la Santa Cena dobbiamo santificarci e perdonare il prossimo anche quando questo ci ferisce. Prima della celebrazione della Santa Cena l’apostolo di distretto ha potuto elargire il dono dello Spirito Santo, con l’imposizione delle mani e nel nome della Trinità divina, ad una coppia appartenente alla comunità di Trezzano sul Naviglio (MI), segno che lo Spirito Santo continua a operare con amore, potenza e vita. Come un vasaio al suo tornio, Dio modella le loro vite. Anche le anime dell’aldilà si preparano alla venuta di Gesù Cristo e, nel frattempo, possono accedere al Sacramento della Santa Cena: attraverso due rappresentanti (per l’occasione erano il conducente distrettuale dell’Italia Nord-Ovest e il suo aiutante), queste anime hanno partecipato a questa comunione ricevendo il corpo ed il sangue di Gesù.

Infine, la visita dell’apostolo di distretto ha portato una nuova forza ministeriale per la comunità di Milano, con l’ordinazione di una diaconessa; ella ha ora il compito di servire con dedizione e amore il Signore e i propri fratelli e sorelle. Lavorando con umiltà e pazienza anche la diaconessa può portare molti doni e produrre grandi effetti nella comunità.